Pubblicato in: democrazia, Unione Europea

Europa: se non quaglia si squaglia

Jean Claude Juncker e Federica Mogherini
Jean Claude Juncker e Federica Mogherini

La nostra è una “crisi esistenziale”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea Juncker commentando l’ennesimo impasse a cui si trova di fronte la Ue. I capi di Stato dei 27 hanno cercato di sbrigliare la matassa a Bratislava, con Renzi e Merkel in prima fila, ma ognuno di loro pensa a una cosa sola: difendere la maglia. Vogliono portare a casa un buon risultato perché la squadra a cui hanno giurato fedeltà è quella nazionale, non quella europea. E la logica di chi vuole essere rieletto è tanto simile a quella dei nostri leghisti di una ventina d’anni fa e cioè dimostrare di avercelo più duro degli altri. Vedi? Ho ottenuto lo sconto sul debito! Hai visto? Li ho costretti ad abbassare la testa! È chiaro? Si fa come dico io!

In questa logica tipicamente maschilista ce l’hanno tutti contro una donna: Angela Merkel, colpevole di guidare la nazione più ricca e sviluppata d’Europa. Difficile perdonarle di aver fatto lo stesso gioco degli uomini – quello di perseguire i propri interessi – e di aver sconfitto tutti gli altri, restando al potere per 8 anni.  Continua a leggere “Europa: se non quaglia si squaglia”

Pubblicato in: islam, jihad

Il terrorismo spiegato DAI ragazzi

11 settembre 2001
New York, 11 settembre 2001

pubblicato su L’Espresso on line

I nati dopo l’attentato dell’11 settembre vivono in un mondo segnato da un evento che non hanno vissuto. Ma le immagini circolate su youtube hanno raggiunto anche loro, che sanno delle torri crollate ma non chi fosse Bin Laden

«Allà Akba!!!» Omar lancia il suo grido di battaglia e parte all’attacco. Ma Giulio non si fa intimorire. Omar pesa la metà di lui, anche se gli si lancia addosso dalla cima dello scivolo non vincerà mai.
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Pubblicato in: guerra, jihad

La rinascita di al Qaida

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Con l’Occidente concentrato a combattere contro Isis, l’organizzazione di Bin Laden sta riprendendo vigore, dall’Afghanistan alla Libia, passando per la Siria. Lo Stato islamico ha conquistato il monopolio del terrore, ma solo sui nostri media.

L’organizzazione terrorista più diffusa e più sostenuta del mondo islamico è al Qaida, che non solo è sopravvissuta alle guerre di export democratico, ma le ha usate per rafforzarsi, come adesso sta usando la fama globale del suo principale concorrente. Isis, appunto.

Con europei e americani concentrati a combattere contro il Califfato, infatti, l’organizzazione di Bin Laden si è potuta espandere e radicare in luoghi lontani dai riflettori. Secondo l’American enterprise institute, ad esempio, Al Qaida nel Maghreb islamico sta “risorgendo” con l’obiettivo di costruire una serie di emirati islamici in Africa che unificherà in un califfato. Il consenso che riscuote tra le popolazioni spesso non deriva dalla condivisione ideologica, ma dal fatto che l’organizzazione appoggia rivendicazioni etniche fornendo ai clan un sostegno contro il nemico. Continua a leggere “La rinascita di al Qaida”

Pubblicato in: guerra, islam, jihad

Jihad contro Pechino

Bambini uiguri in Siria che inneggiano al jihad
Bambini uiguri in Siria che inneggiano al jihad

I terroristi islamici non prendono di mira solo l’Occidente. Un nuovo attentato contro la Cina risveglia il fronte orientale

Una macchina imbottita di esplosivo si è scagliata contro l’ambasciata cinese a Bishkek. È il 30 agosto e in Kirghizistan, Asia Centrale, sembra un giorno come un altro. Ma alle 9.33 di mattina un terrorista suicida guida una Mitsubishi-Delica contro la rappresentanza diplomatica di Pechino, uccidendo se stesso e ferendo tre impiegati.  Continua a leggere “Jihad contro Pechino”

Pubblicato in: donne, femminismo, islam

Non fermiamoci al burkini, vietiamo tutti i costumi contrari ai nostri valori

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Finalmente qualcuno che pensa al benessere dei bagnanti, costretti a veder sfilare sotto i propri occhi tutte le peggio oscenità del mondo e a sopportare la costante offesa dei propri valori e dei propri diritti, primo tra tutti quello a godersi in pace le meritate ferie. 

Via il burqini dunque, ma via anche il perizoma, che non è più esclusiva dei fisici da modella, ma imperversa addosso alle “peggiori ciccione”, offendendo il nostro senso estetico. Tutti questi sederi lasciati completamente all’aria, pieni di cellulite e di brufoli, a volte addirittura invasi da peluria pubica, sono assolutamente contrari ai valori edonistici che reggono la nostra società. Continua a leggere “Non fermiamoci al burkini, vietiamo tutti i costumi contrari ai nostri valori”

Pubblicato in: jihad, maternità

Mother power

Carta di Laura Canali

[carta di Laura Canali]

Le mamme dei combattenti stranieri partiti per la guerra santa si aggregano per arginare o prevenire il reclutamento di nuovi ragazzi. Un’arma potente grazie all’importanza materna nell’islam e al legame con il figlio anche dopo la partenza.

Quelle di Plaza de Mayo ormai sono diventate nonne, ma non smettono di fare politica.
Le mamme che creano movimenti e associazioni di lotta civile in nome dei loro figli si moltiplicano. Perché dopo averli persi per sempre, combattere per cambiare la società e la politica può diventare una nuova ragione di vivere.
Succede anche ai tempi del jihadismo globale, con le madri dei nuovi desaparecidos: ragazzi che non sono stati rapiti e uccisi da una dittatura, come successo in Argentina, ma da un’ideologia, che li ha resi prima carnefici e poi vittime del fondamentalismo.

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Pubblicato in: guerra, jihad

Le nostre armi contro il terrorismo

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Non sarà un piano a tre punti che sconfiggerà Isis e al Qaida. E non ci sarà nessuna mission accomplished. Ma gli attentati si possono fermare se un certo tipo di uomini con la pistola impara a organizzarsi

Uno, due e tre. Nell’era del powerpoint e dei social network non c’è niente che funzioni di più delle liste a 3 punti. Tre come la trinità, come tesi-antitesi-sintesi di Kant, come le parti in cui si deve svolgere un compito in classe a Parigi, come i primi numeri scanditi dai bambini per salire le scale o giocare a bandierina. Niente di meglio di un piano in tre punti che risolva tutti i problemi del mondo, pensano gli americani, che amano semplicità e classificazione.  Continua a leggere “Le nostre armi contro il terrorismo”