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I cinesi puntano su Internet. Le cinesi no

Unknown

A Pechino i giganti della Rete crescono fornendo servizi pubblici e tanto e-commerce. Ma anche se esaltano il ruolo femminile, non danno voce alle donne

Shi Dongwei, vicepresidente di Alibaba, ha dichiarato che Internet fa bene alle donne cinesi. Riducendo le distanze sia in termini di tempo che di spazio, la Rete avrebbe resto più facile l’occupazione femminile, dando la possibilità di creare un nuovo equilibrio tra famiglia e carriera. A dimostrazione della sua tesi, il dirigente della più grande compagnia di e-commerce della Cina (valore di 231 miliardi di dollari) ha portato la percentuale di donne sul totale dei venditori attivi sulla sua piattaforma: 50.1%. E per chi non si fosse ancora convinto, è intervenuto il fondatore di Alibaba, Jack Ma, facendo notare che il 34 per cento dei dirigenti della sua compagnia sono donne, una percentuale di gran lunga superiore al 23% di Facebook e al 21% di Google. «Il rilievo dato alla nostra componente femminile è la nostra “salsa segreta”», ha aggiunto Ma, «Sono orgoglioso che più di un terzo della leadership sia in mano loro, questo fa sì che lo yin e lo yang nella mia compagnia siano equilibrati».

Ma sebbene la presenza di donne nel mondo dell’hi tech cinese sia consistente, il concetto di emancipazione femminile non è altrettanto avanzato. La verità è che le uniche donne che interessano alle compagnie cinesi sono quelle cha amano profumi e vestiti. Il gigante dei telefonini Xiaomi, ad esempio, ha appena creato uno smartphone pensato appositamente per il pubblico femminile. Le sue caratteristiche? È colorato di rosa. Per il resto, il Mi Note for Ladies è perfettamente identico al Mi Note classico, quello per uomini. La Tencent invece, la compagnia famosa per aver creato WeChat (rivale di Whatsapp) punta su Meilishuo, un portale che vende abbigliamento per donne. In cinese Meilishuo significa “chiacchiere di bellezza” e il sito è molto popolare nel settore dell’e-commerce, tanto che Tencent vorrebbe quotarlo in borsa negli Usa con l’obiettivo di raccogliere 300 milioni di dollari di investimenti. Fondata nel 2009, Meilishuo è anche un’applicazione che è stata scaricata 100 milioni di volte, e il suo valore è stimato intorno a 2 miliardi e mezzo di dollari.

Le donne che invece di comprare vestiti cercano di usare internet per esprimere la loro opinione politica non hanno la stessa fortuna. Quest’anno nella giornata internazionale della donna ne sono state arrestate cinque, con l’accusa di aver fomentato liti e provocato disagi. Wu Rongrong, Li Tingting, Wei Tingting, Wang Man, e Zheng Churan hanno tra i 25 e i 33 anni e vengono chiamate le “Feminist Five”. Su internet avevano tentato di organizzare una manifestazione di massa contro le molestie sessuali sui trasporti pubblici. Le 5 sono famose per le loro azioni dimostrative, come quella di tre anni fa, quando hanno occupato i bagni degli uomini per protestare contro la carenza di servizi per donne. O come quando hanno indossato vestiti matrimoniali macchiati di sangue finto per protestare contro le violenze domestiche. Stavolta, però, le autorità non l’hanno presa bene. Le ragazze sono state rilasciate su cauzione, il che significa che sono sotto sorveglianza e potrebbero essere sbattute in carcere in qualunque momento. Eppure alle femministe non capitava di essere detenute dal 1913. La loro colpa è stata quella di voler usare internet per incitare altre persone a protestare.

La Rete, secondo il governo cinese, dev’essere usata solo per arricchire il Paese, e i giganti tecnologici sono d’accordo. Il mercato dell’e-commerce dovrebbe raggiungere i 580 miliardi di dollari entro il 2016, aumentando di un quinto. Ed è già in atto l’espansione di Alibaba all’ovest, dove la compagnia sta comprando decine di startup. Ha acquisito Shoprunner – rivale di Amazon – e siti di merchandise sportivo che le permetteranno di gareggiare con la potenza di google e facebook. Mentre Tencent conquista 200 milioni di clienti occidentali per il suo WeChat e porta in Cina l’Nba, da luglio visibile sui suoi telefonini. Ma il governo chiede di più: vuole internet al servizio della crescita e di una crescita legata allo Stato. Anche per questo le compagnie di internet si sono lanciate nei servizi pubblici, creando portali per informazioni sui trasporti e per registrare le domande di matrimonio. Tencent offre la possibilità di pagare bollette, prendere appuntamento col dottore, calcolare le tasse. Alibaba ha collegato il suo sistema di pagamento mobile ai servizi offerti dai governi locali di 12 città dove si possono saldare bollette on line. E sempre più servizi saranno disponibili tramite l’identificazione facciale, che permette di pagare “con un sorriso”. Attraverso partnership pubblico-privato, le compagnie cinesi stanno riscuotendo un successo clamoroso e stanno cancellando sempre più confini, tranne quelli alla libera espressione.

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