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Il terrorismo fatto addosso

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La maggior parte delle vittime di Isis sono in Iraq. E gli assassini più spietati uccidono in Nigeria. Geografia della crudeltà

Sono così piegati dal fanatismo islamico che le loro urla non fanno nemmeno rumore. Sono iracheni, nigeriani, afgani. Nel 2014 il 78 per cento delle vittime di attacchi terroristi sono state registrate in Iraq, Nigeria, Afghanistan, Pakistan e Siria. I kamikaze che si fanno esplodere in Europa non sono che una pallida minoranza.

In questa guerra che secondo la retorica mediatica sarebbe tra Islam e cristianesimo, tra Medio Oriente sfruttato e Occidente agiato, la stragrande maggioranza delle vittime del terrorismo jihadista sono musulmani. In Iraq nel 2014 gli attentati contro civili hanno fatto 10mila morti. Sunniti contro sciiti, sunniti contro curdi, sunniti contro yazidi. E poi, Califfato contro tutti. Perché l’industria della violenza funziona solo quando c’è un nemico.

I più sanguinari di tutti, comunque, sono i nigeriani Boko Haram: hanno tolto 6.644 vite solo nel 2014, sono loro a provocare il 51 per cento delle morti violente causate da gruppi armati nel mondo. Arrivano secondi quelli di Isis con 6.073 (ma solo in attacchi terroristici, perché in azioni di guerra hanno ucciso 20mila persone), poi i talebani – affiliati ad al Qaeda – con 3.477.

In Europa, invece, Europol sostiene che la maggior parte degli attacchi terroristici non siano legati a battaglie religiose, ma separatiste. Baschi in Spagna, corsi in Francia, irlandesi in Gran Bretagna. Ma fanno poche vittime (o nessuna) e poco scalpore. La maggior parte degli arresti riguardano invece il terrorismo islamico (395) e riguardano sostenitori dello Stato islamico che progettano attentati o trasportano fondi in Siria. Sembrano finiti i tempi in cui si partiva per l’Afghanistan in cerca di un inserimento lavorativo nel network di al Qaeda. Adesso Isis fa leva sull’appeal ideologico che riesce ad esercitare su menti assetate di vendetta per racimolare risorse proprio là dove vuole fare deserto. In Europa.

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