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Chi c’era alla manifestazione dell’islam a Roma

Roma, piazza SS Apostoli, manifestazione contro il terrorismo
Roma, piazza SS Apostoli, manifestazione contro il terrorismo

Pochissimi manifestanti, tantissimi giornalisti. I musulmani si sono stufati di doversi giustificare. E le organizzazioni che si presentano in tv sono alla ricerca di un posto al sole

Io quella di Milano non l’ho vista, ma quella di Roma sì. Ed era più affollata la mia riunione di condominio. Soprattutto, di quelle 3-400 persone che c’erano in piazza SS Apostoli, la metà esatta era composta da giornalisti. Spediti da tutte le testate del Paese per dimostrare che non c’è nessun conflitto di civiltà in Italia, armati di telecamere e macchine fotografiche per immortalare il miglior volto di musulmano da inviare in diretta, possibilmente donne con il velo e uomini con la barba.

La maggior parte dei musulmani italiani è contraria al terrorismo, ma si è rotta le scatole di dover organizzare manifestazioni per dire una cosa così banale. Del resto, non è che i NON musulmani italiani vanno in piazza tutti i giorni a urlare contro le decapitazioni dell’Isis. LORO, invece, devono scontare la loro origine e la loro religione, per dimostrare a NOI che gli islamici non sono tutti uguali. NOI però, non dobbiamo scendere in piazza per manifestare solidarietà agli iracheni e ai libanesi quando Isis fa esplodere bombe a Baghdad e a Beirut. Anche i diritti umani sono a geografia variabile.

La manifestazione di ieri a Roma era organizzata da Khalid Chaouki, parlamentare Pd di origine marocchina, non dai “musulmani d’Italia”. Non esiste nel nostro Paese un’organizzazione che rappresenta tutti gli islamici, esistono alcune associazioni che si interfacciano con le istituzioni e che si contendono la palma di più rappresentativa a colpi di proclami. La maggior parte dei musulmani in Italia non si riconosce in nessuna di queste organizzazioni nè le frequenta. Quella che raccoglie l’adesione del maggior numero di moschee è l’Ucoii, che non è mai piaciuta tanto al nostro Stato perché storicamente vicina ai Fratelli Musulmani. Da qualche anno il presidente è Izzedin Elzir, imam di Firenze, che è un ottimo diplomatico e ha assunto posizioni ufficialmente più morbide. Izzedin era presente sul palco di Roma, per condannare il terrorismo come “cancro dell’umanità”, ma i militanti dell’Ucoii latitavano. Un po’ per stanchezza, un po’ perché la manifestazione non era organizzata da loro, ma dal loro ex responsabile giovani Chaouki. Il parlamentare, infatti, ha iniziato la sua carriera di persona pubblica come segretario dei Giovani Musulmani, associazione legata ad Ucoii, ma a soli 22 anni si è dimesso dichiarando di non sentirsi più a suo agio in quel contesto. Già in disaccordo su parecchie questioni, Chaouki e l’allora presidente Ucoii Mohamed Nour Dachan hanno rotto dopo che il giovane ha firmato in modo del tutto autonomo un manifesto dei “musulmani moderati contro il terrorismo” insieme a personaggi bizzarri come Magdi Allam. Chaouki sembrava più impegnato nella ricerca di un posto al sole che nell’attività di coordinatore, e si è incamminato per la sua strada. La stessa Ucoii, però, ha partorito un altro potenziale Chaouki. Si chiama Davide Piccardo e in questi giorni è onnipresente nelle tv italiane. Perché è musulmano, ma è nato in Italia e ha una parlantina tanto di rassicurante. Davide è figlio di “Hamza” Roberto Piccardo, altro fondatore dell’Ucoii, intellettuale di sinistra convertitosi all’islam in età adulta. Piccardo junior ha fondato a sua volta il Caim (Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano) che nel capoluogo lombardo è stato tra i principali promotori della manifestazione.

Nel frattempo, però, anche altre organizzazioni si sono affiancate all’Ucoii, tutte intenzionate ad affermarsi come le vere rappresentanti dell’islam moderato. Come il Co-mai (Coordinamento del mondo arabo in Italia, che già nel nome non contiene riferimenti alla religione), il cui presidente italo-palestinese Foad Aodi era presente sul palco a Roma. Così come era presente – e in prima fila – l’eterno Yahya Pallavicini, presidente della Coreis, da più parti indicata come Associazione degli islamici italiani, in realtà minuscola realtà costituita soprattutto da italiani convertiti all’islam. Curiosa poi la massiccia presenza (una quarantina di persone, che su 400 hanno un bel peso) di aderenti al C.a.i.l. (Coordinamento associazioni islamiche del Lazio) una fantomatica organizzazione mai sentita prima che a parole di Chaouki sarebbe presieduta da Giuseppe D’Amico, medico anestesista e omeopata che sulla sua pagina facebook si scaglia contro i vaccini e la loro pericolosità nei confronti dei bambini.

A completare la curiosa accolita di piazza SS. Apostoli Pierferdinando Casini, intervenuto sul palco per condannare il terrorismo e salutare con entusiasmo l’islam pacifista. Suggellando così uno spettacolo ad uso e consumo delle telecamere.

 

 

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