Pubblicato in: Uncategorized

Le donne della settimana

1) Alexandra Messare

209013_1004189377740_4047_n

La direttrice dei programmi in Grecia di Greenpeace ha inaugurato un’operazione salva profughi nel Mar Egeo insieme a Medici senza frontiere. L’organizzazione ambientalista si è dovuta esporre sul fronte umanitario perché le istituzioni europee stanno lasciando morire decine di migranti che tentano ancora di raggiungere la Grecia via mare dalla Turchia. «Siamo terrorizzati dalla crisi senza fine dei migranti, ci siamo sentiti obbligati ad agire, in qualsiasi modo ci fosse possibile», ha dichiarato alla stampa, «Abbiamo messo la nostra esperienza marittima a disposizione di Msf per salvare delle vite». Nonostante l’arrivo dell’inverno, infatti, i profughi continuano ad imbarcarsi per raggiungere l’Europa. Solo nel mese di novembre l’Egeo è stato attraversato da 140mila migranti e da settembre sono morte in questo mare 330 persone, in gran parte bambini.

2) Nadezhda Kutepova

kutepova

Suo padre e sua nonna sono morti di tumore a causa della centrale nucleare di Mayak – nel centro della Russia – la sua famiglia non ha ricevuto un centesimo di compensazione e anzi sua madre è stata privata persino della pensione. È la storia della russa Nadezhda Kutepova, giovane fondatrice del’organizzazione “Planeta Nadezhd” che difende le vittime degli incidenti nucleari avvenuti in quello che è uno dei siti atomici più radioattivi del mondo. Nadezhda non può più lavorare ed è stata costretta ad emigrare per sfuggire alle persecuzioni dello Stato, che la accusa di “spionaggio industriale”. La sua organizzazione è stata inclusa nella lista degli “agenti stranieri” e bandita dal Paese. Ma Nadezhda afferma  che l’associazione continuerà a battersi per l’onorabilità della propria reputazione, a preparare le azioni contro il Presidente dell’Amministrazione di Ozersk (dove si trova Mayak) e a difendere le persone colpite dagli incidenti radioattivi accaduti nel complesso nucleare. «Certo abbiamo ricevuto finanziamenti stranieri», ammette, «ma correttamente ne abbiamo pagato le tasse. Con questi soldi abbiamo aiutato centinaia di persone. Sono le autorità di Mayak a mentire: continuano ad inquinare il fiume Techa, rifiutandosi di pagare le compensazioni e preferiscono utilizzare il budget amministrativo per perseguirci». Per sostenere la battaglia di Nadezhda l’organizzazione Mondo in Cammino ha lanciato una petizione che trovate qui.

 

 

3) Jihan

Syrian Refugees

Jihan ha 5 anni e da tre vive nel campo rifugiati di Domiz, nel Kurdistan iracheno. È scappata da Damasco insieme ai genitori e due fratelli. La mamma racconta che era troppo pericoloso restare a casa loro, non avevano alternative a fuggire. Ma dopo 3 anni Jihan ha ancora paura dei tuoni perché le ricordano i bombardamenti. Adesso vive in una tenda, una delle migliaia di questo campo immenso, che ospita 40mila rifugiati in condizioni di eterna precarietà. La pioggia, oltre a fare paura a Jihan, le bagna anche i vestiti, perché in un terreno dissestato come questo si infila dappertutto. La mamma di Jihan sogna di avere una stanza tutta per la sua famiglia: «Ce ne basterebbe una, ma stabile, coperta», spiega. Jihan fortunatamente è seguita dal dottor Waheed, che lavora con i bambini per cercare di far loro superare i traumi della guerra. Jihan non ha nessun giocattolo, ma dal dottore ha trovato una piscinetta di plastica con le palline e ride contenta. La storia di Jihan ce l’ha raccontata Un ponte per…, una delle ong più attive in Kurdistan, che sta raccogliendo fondi per mandare questi bambini a scuola.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...