Pubblicato in: costume

La strana passione di Fidel Castro per le tedesche

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Il lider maximo indossa sempre tute da ginnastica, ma a volte cambia colore e persino brand. I perché di un look fuori dal tempo

È lui o non è lui? È un sosia come quelli di Breznev e di Saddam Hussein? Viene tenuto in piedi con qualche tensostruttura tipo il palo a cui appendevano Francisco Franco? Su Fidel Castro i complottisti di tutto il mondo hanno fatto autoerotismo per anni, ma non si sono chiesti la domanda più importante: perché il lider maximo indossa sempre una tristissima tuta dell’Adidas?

Lui che è sempre stato così austero, così preciso con quella sua uniforme verde, la barba ben curata, l’intransigente rifiuto delle mollezze occidentali, proprio lui si è convertito a un brand multinazionale che veste sportivi miliardari. Perché?

Tra i tanti teorici della cospirazione che si trovano in rete, c’è un sito piccolino che un’ipotesi la fa: il lider indossa Adidas perché è il marchio che indossavano le nazionali del blocco di Varsavia, riconoscenti perché il brand tedesco le aveva sostenute nel cambio di presidente Fifa nel 1974 (dall’inglese Rous al brasiliano Havelange). Ma nostalgia a parte, sembra piuttosto che Fidel con la malattia si sia semplicemente un po’ sbracato e la mattina voglia indossare la prima cosa comoda che trova nell’armadio. Probabilmente i suoi consiglieri hanno provato a fargli indossare qualche tuta made in Cuba, ma la flanella non è stata di suo gradimento. Gira e rigira, l’outfit più comodo e moderno lo fornivano Nike e Adidas. La prima è americana, la seconda tedesca. La scelta è stata obbligata.

Fidel ha continuato a indossare Adidas in tutte le sue apparizioni fino all’aprile di quest’anno: alle elezioni municipali, invece, si è messo una tuta Puma, altra marca tedesca. Forse si è trattato di un’operazione di marketing, visto che due mesi dopo Puma ha annunciato il rafforzamento della relazione con Cuba e la firma di un contratto che permetterà a tutti gli atleti dell’isola caraibica di indossare le proprie creazioni. Senza contare che il brand del felino vestiva già i pugili e i pallavolisti cubani.

Certo l’abbandono dell’Adidas aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai palestinesi, storici alleati di Fidel, che dal 2012 boicottano la multinazionale per aver sponsorizzato la maratona israeliana che attraversava anche le occupazioni illegali degli ebrei ortodossi nei Territori occupati.

Ma il sollievo è durato poco. All’incontro del 21 settembre con il Papa Fidel Castro si è infilato di nuovo una tuta Adidas, sentendosi molto più a suo agio. Ma non quella vecchia, quella rossa bianca e blu, con lo stemmino di Cuba cucito sopra insieme al nome del lider. Stavolta gli spin doctors di Fidel hanno cambiato idea: con l’apertura di Obama a Cuba è ora di lasciare lo stile casa di riposo e abbracciare la modernità. L’ex presidente si è presentato al Papa con una sobria tutina acetata color blu, indossata sopra una camicia bianca. Se proprio vogliamo fare i complottisti, sono gli spin doctors di Fidel a servire gli interessi imperialisti: nessuno come loro è riuscito a distruggere l’icona di un leader.

 

 

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