Pubblicato in: costume

Il regalo giusto

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Il 2016 sta finendo e noi ci sentiamo in colpa. Non abbiamo fatto abbastanza per fermare le guerre, per salvare i bambini, per migliorare la società in cui viviamo.

Il Natale peggiora le cose, perché  mentre mettiamo i regali sotto l’albero e sommergiamo i bimbi di oggetti inutili ci sentiamo ancora più ipocriti. Maestri dei due pesi e due misure.

Possiamo risolvere questo problema? No. Possiamo lavarci dal senso di colpa? No.

Però invece di sprecare tutti i nostri soldi, ma proprio tutti, in beni superflui e inquinanti (dove li butto i giocattoli dopo che il mio viziatissimo figlio se ne è stufato?) possiamo pure investirne qualcuno per una causa utile. E per chi, come me, ha il problema di dover trovare qualcosa da impacchettare e non si sente soddisfatto da un versamento natalizio a un’organizzazione umanitaria che non ti lascia in mano nessun premio per la tua munificenza, ho trovato delle piccole soluzioni lava-coscienza.

In primis ci sono sempre i gadget di Medici senza Frontiere, l’organizzazione che opera in quasi tutte le aree di guerra e che cura tutti i feriti, al di là di schieramenti e colori politici. Oltre ad essere bravi, hanno il pregio di vendere piccole cose utili, come portamonete, sciarpe, accessori per i bimbi.

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Poi, per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ci sono anche i gadget di Emergency, che ha il grande merito di non mollare l’Afghanistan, un Paese alla deriva di cui nessuno più parla.

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E poi ci sono quelli di Un ponte per, un’organizzazione che conosce benissimo la situazione irachena e aiuta i profughi soprattutto nei campi del Kurdistan. Loro non hanno gadget fichi, ma una borsetta di tela carina sì.

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Se poi sperate che il mondo dell’informazione faccia la sua parte, e volete sostenere quei giornalisti che provano a raccontare la verità anche nei Paesi dove non è loro permesso, potete aiutarli dando un occhio a Reporters sans frontieres, che propone un bel libro di foto sul jazz – prodotto in collaborazione con Magnum.

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Personalmente, credo ancora che un aiuto grosso ai nostri figli lo possa dare la conoscenza: sapere cosa succede nel mondo e cercare di capire perché. E una cosa che si può regalare per invogliarli a scoprire il mondo secondo me è l’Atlante. Quello grosso, di carta. Ce n’è uno ad esempio della Zanichelli che spiega anche un sacco di cose sugli avvenimenti dell’ultimo secolo, si chiama Atlante storico.

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Per chi avesse voglia proprio di studiare, invece, c’è sempre il mitico Storia delle Relazioni Internazionali di Ennio Di Nolfo, professore dell’Università di Firenze che è morto quest’anno. Un barone, ma geniale.

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Last but not least c’è il libro dell’anno: Il terrorismo spiegato ai ragazzi. L’ha scritto la sottoscritta.

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