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A Ginevra le donne non servono

pubblicato su Huffington Post

La delegazione del governo siriano a Ginevra
La delegazione del governo siriano a Ginevra

I negoziati di pace per la Siria stanno andando avanti come sempre: un fallimento. D’altronde non è facile trovare un accordo di pace escludendo del tutto la componente femminile del popolo in guerra

Il 23 febbraio sono arrivati a Ginevra – per un nuovo round di negoziati sulla Siria – i rappresentanti del governo di Damasco e dell’opposizione. L’articolo “i” di “rappresentanti” non è generico, ma di genere. Nel senso che le persone chiamate a negoziare sono esclusivamente uomini. Uomini i leader di 21 fazioni ribelli, uomini i delegati del governo di Assad, uomini il rappresentante Onu per la Siria, quello americano e quello russo.

L’assenza di donne al tavolo sembra quasi scontata ormai, e farla notare è una questione di lana caprina, da femminista inacidita, che guarda il dito e non vede la luna. La pensano così i diplomatici di mezzo mondo, quelli che stanno guidando l’ennesimo fallimentare incontro per la pace in Siria, quelli che preferiscono dirigere i loro sforzi nel coinvolgimento del “Cairo group” – gruppuscolo d’opposizione sostenuto dall’Egitto – e del Moscow group – suo omologo russo – piuttosto che nell’inclusione femminile. “È una situazione complicata, non possiamo pensare a queste cose”, risposero nel 2014 a chi gli chiedeva perché non c’era nessuna donna al primo incontro tra le parti del conflitto siriano.  Continua a leggere “A Ginevra le donne non servono”

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Pubblicato in: jihad, maternità

Mother power

Carta di Laura Canali

[carta di Laura Canali]

Le mamme dei combattenti stranieri partiti per la guerra santa si aggregano per arginare o prevenire il reclutamento di nuovi ragazzi. Un’arma potente grazie all’importanza materna nell’islam e al legame con il figlio anche dopo la partenza.

Quelle di Plaza de Mayo ormai sono diventate nonne, ma non smettono di fare politica.
Le mamme che creano movimenti e associazioni di lotta civile in nome dei loro figli si moltiplicano. Perché dopo averli persi per sempre, combattere per cambiare la società e la politica può diventare una nuova ragione di vivere.
Succede anche ai tempi del jihadismo globale, con le madri dei nuovi desaparecidos: ragazzi che non sono stati rapiti e uccisi da una dittatura, come successo in Argentina, ma da un’ideologia, che li ha resi prima carnefici e poi vittime del fondamentalismo.

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Pubblicato in: femminismo, maternità

Il ritorno della mamma

Unknown

Le vittorie di Hillary negli Usa riportano in auge il dibattito sul femminismo. Ai movimenti che si battono per le quote rosa nei ruoli dirigenti, si contrappongono sempre più associazioni che difendono i diritti delle donne a concentrarsi sul loro ruolo di madri

Secondo l’ong Representation2020 più di 100 Paesi nel mondo hanno adottato qualche sistema di quote di genere, le cosiddette “quote rosa”. A volte prescrivono un numero minimo di donne in Parlamento, altre colte nella selezione dei candidati dei partiti. Ma solo in 12 nazioni nel mondo l’assemblea legislativa conta  almeno il 40 per cento di rappresentanti femminili. Negli Usa, ad esempio, sono solo il 19.4. Continua a leggere “Il ritorno della mamma”