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La nuova Siria secondo la Russia

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pubblicato su Il Dubbio

Al summit di Astana Mosca e Ankara prendono accordi sul futuro di Damasco, sordi alle dichiarazioni delle parti in guerra

Ad Astana gli invitati sono arrivati un giorno dopo, ma i russi non si sono scomposti. I ritardatari erano i rappresentanti dell’opposizione siriana e il motivo della convocazione i colloqui di pace in Kazakistan. Russia, Iran e Turchia hanno scelto Astana per mettere d’accordo il regime di Assad con quei ribelli che non rientrano nella loro definizione di terroristi. Una sede che ospita i colloqui di pace già da dicembre, nonostante la comunità internazionale si incontri regolarmente a Ginevra, dove i negoziati apriranno di nuovo i battenti il 23 febbraio. Ma i play- maker, in Siria, sono loro – russi e turchi – e ad Astana vogliono trovare la “loro” soluzione, alla quale gli americani sono solo invitati ad assistere. Continua a leggere “La nuova Siria secondo la Russia”

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Italiani combattenti. Su tutti i fronti

Karim Franceschi
Karim Franceschi

A fianco dello Stato Islamico. Ma anche dei curdi. E persino dell’esercito di Assad. CHi sono gli italiani che sparano in Siria

In mezzo a un vergognoso appiattimento dei media italiani sul referendum renziano, ogni tre o quattro giorni riesce a farsi largo una notiziola su Siria e Iraq. Non quelle sui massacri di civili, per carità: il pubblico si è ormai assuefatto ai bombardamenti, e anche se a essere uccisi non sono gli stessi di un mese fa, anche se sono morti nuovi, la notizia è vecchia.

Quindi è relativamente ininfluente se sono 926 i civili uccisi in Iraq solo a novembre, se l’intelligence americana ha riconosciuto di aver ucciso 24 civili nell’offensiva di Manbij e se ad Aleppo i morti sono circa 240 a settimana, perché i bombardamenti del regime e dei russi stanno facendo tabula rosa dei quartieri orientali. Continua a leggere “Italiani combattenti. Su tutti i fronti”

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La vera storia dei sunniti e degli sciiti

L'ayatollah Khomeini
L’ayatollah Khomeini

Con la rottura dei rapporti tra Arabia Saudita e l’Iran torna in auge la retorica dello scontro tra le due confessioni dell’Islam. È il momento di capire quali sono le differenze tra i due e chi alimenta questa contrapposizione

Sarà capitato anche a voi, di avere una domanda in testa. Di avercela da anni, ma non essere mai riusciti a risponderle veramente. La mia era: ma qual è la vera differenza tra sunniti e sciiti?

La storia che sanno tutti la sapevo anch’io, ok, tutta la faccenda della discendenza da Maometto, dei sunniti che riconoscevano come legittimo successore del profeta il suo migliore amico – nonché suocero – Abu Bakr e degli sciiti che invece avrebbero voluto che gli discendesse Ali, il genero. Ma poi? Possibile che una storia di 1400 anni fa continuasse a generare conflittualità tra i due gruppi senza che ci fossero sostanziali differenze tra i seguaci dell’uno e quelli dell’altro? Mi sembrava come se i cristiani si fossero divisi tra tifosi di diversi evangelisti, luchiti contro giovanniti, o marchiti contro matteiti.

Invece no, mi dicevano i miei amici islamisti (non nel senso dei fondamentalisti ma degli studiosi). C’è una conflittualità politica importante tra sunniti e sciiti che deriva anche dalla  loro storia e dal diverso modo in cui concepiscono l’aspetto religioso dell’esistenza. Eppure a me i due approcci sembravano uguali: il Profeta è Maometto e il Libro il Corano, vanno tutti in moschea e ascoltano gli imam, credono nei cinque pilastri dell’islam (fede nell’unico dio Allah, elemosina, pellegrinaggio, ramandam, obbligo di preghiera) e teoricamente non mangiano maiale né bevono alcool. Dal punto di vista politico, certo, c’era l’eterno scontro tra Iran e Arabia Saudita, i primi sciiti e i secondi sunniti. Ma mi sembrava che la differenza religiosa tra le due potenze non fosse altro che strumentale alla lotta per supremazia in Medio Oriente, e che faticasse a fare presa sulle popolazioni musulmane di altri Paesi.  Continua a leggere “La vera storia dei sunniti e degli sciiti”

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Siria: russi contro russi. Al cubo

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da eastonline

Il Cremlino bombarda i suoi nemici in Siria. Sono i musulmani di Russia, andati a combattere con l’Isis ma anche con al Nusra, che guida il terzo fronte “moderato”. E sono questi ultimi ad irritare di più Mosca, perché hanno giurato fedeltà al temuto emiro del Caucaso  

L’intervento delle truppe di Putin in Siria va a russificare definitivamente il conflitto mediorientale. Già sostenuto finanziariamente e militarmente dal Cremlino, il presidente Basharal Assad si troverà a parlare russo nel suo stesso Paese. Saranno russi gli addestratori dei suoi militari e i manovratori dei droni che mirano a stanare i jihadisti da Palmyra, ma è russo anche lo zoccolo più duro dei foreign fighter che si troveranno a fronteggiare. Continua a leggere “Siria: russi contro russi. Al cubo”