Pubblicato in: Uncategorized

Senza un figlio non sei niente. L’incubo dei gay cinesi

Un fotogramma di Inside the chinese closet
Un fotogramma di Inside the chinese closet

Al festival di Berlino la regista italiana Luvarà porta un documentario sugli omosessuali di Shangai. Costretti dalla famiglia a sposarsi e procreare, cercano altri gay dell’altro sesso per realizzare la messinscena 

C’è chi impedisce ai gay di avere figli e chi invece li costringe ad averli, ma fingendosi eterosessuali. La Cina ricade nel secondo caso, come racconta la regista calabrese Sophia Luvarà nel suo film-documentario Inside the Chinese closet, che è stata selezionato al festival di Berlino e ha concorso nella sezione Panorama. Luvarà, che ha prodotto il suo film in Olanda, ha incontrato i protagonisti del documentario a Shangai, dove sono tanti i gay che si sposano con altri gay. No, che avete capito, non si tratta di matrimoni omosessuali. Sono matrimoni tra gay di sesso diverso, maschi omosessuali e femmine lesbiche. Persone che si incontrano on line, nei siti per nozze combinate, e lo fanno per soddisfare le aspettative dei genitori. Il padre e la madre, infatti, possono anche accettare di avere un figlio omosessuale, ma non che la cosa diventi pubblica. E soprattutto non possono accettare di non avere un nipote, un erede. Continua a leggere “Senza un figlio non sei niente. L’incubo dei gay cinesi”

Annunci
Pubblicato in: Uncategorized

La donna più odiata dai cinesi

Tsai Ing-wen
Tsai Ing-wen

La Repubblica Popolare dichiara guerra alla Thatcher dell’Estremo Oriente. È della stessa nazionalità del presidente Xi ma guida un altro Paese. E da lì potrebbe lanciare una sfida politica e culturale al maschilismo di Pechino

È la prima cinese che diventa leader del suo Paese. No, nessuna donna ha conquistato Pechino. Tsai Ing-wen ha appena vinto le elezioni a Taiwan, l’isola che si è separata dalla madre patria quando la Cina è diventata Repubblica Popolare, con la fuga dello sconfitto Chiang Kai Shek dal potere di Mao. Tsai ha 59 anni, una visione centrista della politica e un approccio moderato alle relazioni internazionali. Eppure la Cina governata dai comunisti già la odia.

All’indomani della sua elezione, infatti, la China Central Television ha trasmesso immagini di grandiose esercitazioni militari al largo della Cina meridionale: enormi mezzi anfibi, bombardieri che lanciano ordigni dalle scie luminose, e paracadutisti lanciati nel mare della provincia di Fujian, giusto di fronte all’isola di Taiwan.  Continua a leggere “La donna più odiata dai cinesi”

Pubblicato in: Uncategorized

I cinesi puntano su Internet. Le cinesi no

Unknown

A Pechino i giganti della Rete crescono fornendo servizi pubblici e tanto e-commerce. Ma anche se esaltano il ruolo femminile, non danno voce alle donne

Shi Dongwei, vicepresidente di Alibaba, ha dichiarato che Internet fa bene alle donne cinesi. Riducendo le distanze sia in termini di tempo che di spazio, la Rete avrebbe resto più facile l’occupazione femminile, dando la possibilità di creare un nuovo equilibrio tra famiglia e carriera. A dimostrazione della sua tesi, il dirigente della più grande compagnia di e-commerce della Cina (valore di 231 miliardi di dollari) ha portato la percentuale di donne sul totale dei venditori attivi sulla sua piattaforma: 50.1%. E per chi non si fosse ancora convinto, è intervenuto il fondatore di Alibaba, Jack Ma, facendo notare che il 34 per cento dei dirigenti della sua compagnia sono donne, una percentuale di gran lunga superiore al 23% di Facebook e al 21% di Google. «Il rilievo dato alla nostra componente femminile è la nostra “salsa segreta”», ha aggiunto Ma, «Sono orgoglioso che più di un terzo della leadership sia in mano loro, questo fa sì che lo yin e lo yang nella mia compagnia siano equilibrati». Continua a leggere “I cinesi puntano su Internet. Le cinesi no”