Pubblicato in: democrazia, proteste, Unione Europea

Meglio un petroldollaro oggi che un euro domani

Tayyip Erdogan
Recep Tayyip Erdogan

pubblicato su Il Dubbio

Sessantamila purghe tra arresti, sospensioni di dipendenti pubblici, commercianti a cui è stata ritirata la licenza. Ventiquattro emittenti radio e tv chiuse. Striscioni che evocano le impiccagioni e politici che invocano la pena di morte. La Turchia che tutti abbiamo conosciuto, quella su cui contava l’Europa per restare collegata al Medio Oriente, non esiste più.

Finché il delicato equilibrio tra governo e apparato militare ha retto, le spinte autoritarie dei generali o dei presidenti sono state arginate dalla loro controparte. Ankara ha preso di mira i curdi e finanziato gruppi fondamentalisti in Siria, ma ha conservato un certo grado di democrazia e di laicità nelle proprie istituzioni. Poi Erdogan ha deciso di cambiare tutto, e il fallito golpe lo ha aiutato a completare il lavoro. Continua a leggere “Meglio un petroldollaro oggi che un euro domani”

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Egitto: se vuoi votare vestiti per bene

Samira Ibrahim, attivista egiziana per i diritti delle donne
Samira Ibrahim, attivista egiziana per i diritti delle donne

Il 18 e 19 ottobre si vota per rinnovare il Parlamento egiziano. Ma le donne che vogliono entrare in un seggio dovranno stare attente a cosa indossano 

Le donne egiziane possono votare, ma non come gli uomini. Gli uomini hanno diritto a inserire la scheda nell’urna in qualsiasi caso, che arrivino al seggio in pigiama o con le pinne e gli occhiali. Le donne, invece, devono stare particolarmente attente. Non devono essere nè troppo coperte nè troppo scoperte, solo chi troverà il giusto equilibrio potrà votare. Continua a leggere “Egitto: se vuoi votare vestiti per bene”