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L’Islanda non è un Paese scandinavo

Reykjavik, le proteste fuori dal Parlamento dopo lo scandalo dei Panama Papers
Reykjavik, le proteste fuori dal Parlamento dopo lo scandalo dei Panama Papers

Si è dimesso, ma non si è ritirato. L’ex premier islandese Sigmundur David Gunnlaugsson, travolto dallo scandalo Panama Papers, non è più a capo del governo, ma resta parlamentare e leader del suo partito – i progressisti. E non solo. Secondo l’opposizione sarebbe anche il burattinaio del suo successore, l’ex ministro per l’Agricoltura Sigurdur Ingi Johannsson, che gode di appena un 3 per cento dei consensi e viene rappresentato sui social network come un pupazzo in mano a un ventriloquo con le fattezze di Gunnlaugsson.

Il passo indietro del premier, dunque, è stato un’operazione di facciata per salvare il governo, che non ha nessuna intenzione di sciogliersi. La coalizione di centrodestra formata da Partito indipendentista e Partito progressista può contare infatti 38 seggi su 63 e sa che se evita di tornare alle urne può continuare a fare il bello e il cattivo tempo nella politica islandese. Continua a leggere “L’Islanda non è un Paese scandinavo”

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I problemi di un Paese che è troppo ricco

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pubblicato su Limes

Il Lussemburgo strabocca di banconote da 500 euro e fa da paradiso fiscale per tutte le compagnie d’Europa. E le banche fanno corsi nelle scuole per insegnare ai bambini come spendere tutti questi soldi

Venerdì 18 marzo finisce in Lussemburgo la “settimana dei soldi”. Non che le altre settimane i soldi manchino. Ma questi giorni sono dedicati all’educazione monetaria, per spiegare ai bambini come gestire le banconote. A scuola si insegna a non spendere troppo. Sì, perché in un paese dove il pil pro capite è di 96 mila dollari a persona e dove confluiscono i capitali di tutte le multinazionali del mondo, il problema non è come fare entrare soldi, ma come evitare che escano. Continua a leggere “I problemi di un Paese che è troppo ricco”