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Non fermiamoci al burkini, vietiamo tutti i costumi contrari ai nostri valori

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Finalmente qualcuno che pensa al benessere dei bagnanti, costretti a veder sfilare sotto i propri occhi tutte le peggio oscenità del mondo e a sopportare la costante offesa dei propri valori e dei propri diritti, primo tra tutti quello a godersi in pace le meritate ferie. 

Via il burqini dunque, ma via anche il perizoma, che non è più esclusiva dei fisici da modella, ma imperversa addosso alle “peggiori ciccione”, offendendo il nostro senso estetico. Tutti questi sederi lasciati completamente all’aria, pieni di cellulite e di brufoli, a volte addirittura invasi da peluria pubica, sono assolutamente contrari ai valori edonistici che reggono la nostra società. Continua a leggere “Non fermiamoci al burkini, vietiamo tutti i costumi contrari ai nostri valori”

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Pubblicato in: guerra, jihad

Le nostre armi contro il terrorismo

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Non sarà un piano a tre punti che sconfiggerà Isis e al Qaida. E non ci sarà nessuna mission accomplished. Ma gli attentati si possono fermare se un certo tipo di uomini con la pistola impara a organizzarsi

Uno, due e tre. Nell’era del powerpoint e dei social network non c’è niente che funzioni di più delle liste a 3 punti. Tre come la trinità, come tesi-antitesi-sintesi di Kant, come le parti in cui si deve svolgere un compito in classe a Parigi, come i primi numeri scanditi dai bambini per salire le scale o giocare a bandierina. Niente di meglio di un piano in tre punti che risolva tutti i problemi del mondo, pensano gli americani, che amano semplicità e classificazione.  Continua a leggere “Le nostre armi contro il terrorismo”

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L’Italia riparte per la Libia

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pubblicato da Huffington Post

Tutto è pronto per cominciare i bombardamenti su Sirte, dove è nato un secondo Califfato dell’Isis. Come cinque anni fa gli europei vogliono vincere dall’aria, senza un vero alleato sul terreno

Visto che l’Isis non si riesce a sconfiggere in Siria, allora andiamo a combatterlo in Libia. È questa l’intenzione degli americani, che dopo quasi due anni di bombardamenti sul Califfato vogliono trasferire la stessa strategia sui cieli di Sirte, dove si sta espandendo un secondo Stato Islamico. La guerra in Siria non solo non l’hanno vinta, ma l’hanno consegnata ai russi, che stanno facendo tutto il contrario di quello che si era prefissata Washington. Eppure sia gli Usa che i loro alleati europei sono convinti che il modello di intervento siriano debba essere praticato anche in Libia. “L’ultima cosa al mondo che vogliamo è un falso califfato che abbia accesso a risorse petrolifere che valgono miliardi di dollari”, ha detto il segretario di Stato Kerry a Roma pochi giorni fa, sostenendo il progetto di un intervento bellico a guida italiana. D’altronde, quella del petrolio è la stessa preoccupazione nutrita da Roma e da Parigi, che non vogliono vedere i pozzi in mano a Isis, né in mano a nessun altro. Continua a leggere “L’Italia riparte per la Libia”

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Perché Trump non ha tutti i torti

Donald Trump
Donald Trump

Chiudere internet non è un’opzione, ma togliere dal mercato le parabole con cui si collegano i militanti di Isis sì

Il candidato repubblicano alla presidenza Usa ha detto che contro l’Isis bisognerebbe chiudere Internet, parlare con Bill Gates e far tacere gli idioti che chiacchierano sulla Rete. Ora, anche un populista un po’ ignorante come Donald Trump non può pensare di poter chiudere internet come se fosse la porta di casa sua. E anche se Bill Gates non è di certo l’interlocutore adatto per parlare di connettività nella aree controllate dai jihadisti, l’idea di bloccare l’accesso alla rete ad al Baghdadi non è affatto un’idiozia.

In un recente articolo dello Spiegel ci si chiede come facciano a connettersi a internet i militanti dello Stato Islamico. Continua a leggere “Perché Trump non ha tutti i torti”

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Il terrorismo fatto addosso

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La maggior parte delle vittime di Isis sono in Iraq. E gli assassini più spietati uccidono in Nigeria. Geografia della crudeltà

Sono così piegati dal fanatismo islamico che le loro urla non fanno nemmeno rumore. Sono iracheni, nigeriani, afgani. Nel 2014 il 78 per cento delle vittime di attacchi terroristi sono state registrate in Iraq, Nigeria, Afghanistan, Pakistan e Siria. I kamikaze che si fanno esplodere in Europa non sono che una pallida minoranza. Continua a leggere “Il terrorismo fatto addosso”

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Le donne della settimana

1) La Francia

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La Francia colpita al cuore è la donna che questa settimana deve resistere. La Francia che ha dato al mondo i valori fondanti della convivenza civile oggi a quei valori si deve aggrappare con le unghie e con i denti per non cedere alla furia vendicatrice. E dimostrare che la Patria dei Lumi ha ancora menti capaci di ragionare e ponderare. Se ricorda l’affaire Dreyfus non sgozzerà un capro espiatorio e se ama l’esistenzialismo di Sartre non userà la violenza senza un fine rivoluzionario. Se questa Francia non resiste, se attaccherà alla cieca il Medio Oriente o chiuderà definitivamente le porte a chi fugge dalla sua stessa guerra, darà ai fanatici dello Stato Islamico esattamente quello che volevano. La vendetta. Continua a leggere “Le donne della settimana”