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Cecenia: cosa c’è dietro il raid anti gay

Un leader LGBT che denuncia la Novaya Gazeta e una testimonianza che non compare più da nessuna parte. Lo scandalo delle persecuzioni contro gli omosessuali a Grozny nasconde altri segreti

Viktor Alekseev, leader dell’associazione russa Gayrussia.ru, ha citato per diffamazione la Novaya Gazeta, in merito all’inchiesta sulla repressione degli omosessuali in Cecenia. Alekseev, che il giornale aveva citato nel suo reportage, sostiene che non sia vero che il raid punitivo contro i gay sia scaturito dalla sua richiesta di organizzare una manifestazione per i diritti Lgbt nel Caucaso. Alekseev va oltre: su facebook si dice pronto a partire per Grozny con Tatiana Moscalkova, rappresentante governativa per i diritti umani, a verificare che ciò che ha scritto la Novaya Gazeta è una falsità.

Perché il leader di Gayrussia.ru, da sempre in prima linea per difendere i diritti gay, si scaglia contro un giornale che denuncia i terribili soprusi subiti dagli omosessuali? La denuncia di tre morti e decine di torturati, in una Repubblica dove il presidente Kadyrov dichiara che “i gay non esistono”, è una bufala?
No, la notizia di prigioni segrete a Grozny dove spariscono persone, vengono torturate e uccise, non è una bufala. Continua a leggere “Cecenia: cosa c’è dietro il raid anti gay”

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Senza un figlio non sei niente. L’incubo dei gay cinesi

Un fotogramma di Inside the chinese closet
Un fotogramma di Inside the chinese closet

Al festival di Berlino la regista italiana Luvarà porta un documentario sugli omosessuali di Shangai. Costretti dalla famiglia a sposarsi e procreare, cercano altri gay dell’altro sesso per realizzare la messinscena 

C’è chi impedisce ai gay di avere figli e chi invece li costringe ad averli, ma fingendosi eterosessuali. La Cina ricade nel secondo caso, come racconta la regista calabrese Sophia Luvarà nel suo film-documentario Inside the Chinese closet, che è stata selezionato al festival di Berlino e ha concorso nella sezione Panorama. Luvarà, che ha prodotto il suo film in Olanda, ha incontrato i protagonisti del documentario a Shangai, dove sono tanti i gay che si sposano con altri gay. No, che avete capito, non si tratta di matrimoni omosessuali. Sono matrimoni tra gay di sesso diverso, maschi omosessuali e femmine lesbiche. Persone che si incontrano on line, nei siti per nozze combinate, e lo fanno per soddisfare le aspettative dei genitori. Il padre e la madre, infatti, possono anche accettare di avere un figlio omosessuale, ma non che la cosa diventi pubblica. E soprattutto non possono accettare di non avere un nipote, un erede. Continua a leggere “Senza un figlio non sei niente. L’incubo dei gay cinesi”