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8 marzo 2017 Un giorno senza le donne

Astieniti dal lavoro, non spendere soldi in giro, vestiti di rosso per solidarietà. Sono le regole dello “sciopero delle donne” lanciato per l’8 marzo dall’International women’s strike e dalle organizzatrici della Marcia su Washington.

Oggi le stesse femministe 2.0 che hanno manifestato all’indomani dell’insediamento di Trump stanno organizzando A day without a woman, una giornata di astensione dalla vita produttiva e consumistica da parte della componente femminile della società. Un evento che serve a lanciare un messaggio di protesta contro il rampante maschilismo della nuova amministrazione americana e contro le persistenti ineguaglianze di genere nel resto del mondo.  Continua a leggere “8 marzo 2017 Un giorno senza le donne”

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Pubblicato in: migranti

Chiudere agli immigrati aiuta i terroristi

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pubblicato su Huffington Post

Nell’ultima settimana le notizie sulle amministrative hanno distolto gli italiani dal problema dell’immigrazione, così come la Brexit ha assorbito tutta l’attenzione dell’Unione Europea. Ma migliaia di persone continuano ad arrivare nel nostro continente e sempre più politici sostengono che vadano chiuse le frontiere e alzati i muri. La Commissione europea sta cercando una mediazione tra accoglienza e respingimenti. Si parte dal modello turco: mettersi d’accordo con i paesi da cui salpano i migranti perché li contengano in cambio di “premi”. Nel lungo periodo l’Europa vorrebbe favorire lo sviluppo dei paesi del sud e i flussi di migranti legali, ma nel breve è interessata a bloccare il maggior numero di persone che vogliono arrivare qui. Il leader dei liberali e democratici Guy Verhofstadt fa notare che stiamo seguendo la strada sbagliata: “se si vogliono fare accordi con i paesi terzi duplicando quello con la Turchia, noi siamo contrari perché per i rifugiati quello non è un accordo, ma una tragedia in cui i rifugiati sono schiacciati tra l’Isis e il muro che costruisce la Turchia e quindi non può essere un modello”. E se le schiacciamo contro le organizzazioni terroristiche, le organizzazioni terroristiche se ne impossessano, rafforzandosi. Continua a leggere “Chiudere agli immigrati aiuta i terroristi”

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Arrestare lo scafista non serve a niente

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I giornali parlano dell’ultimo naufragio di migranti sottolineando che sono stati arrestati gli scafisti. Sembra che così una parte dei colpevoli siano stati fermati e che sia stato dato un colpo alla potente organizzazione criminale che gestisce il traffico di persone. Non è così.

Gli scafisti, come hanno raccontato tanti giornalisti, compreso il reporter della Bbc di questo articolo  sono migranti a cui i trafficanti insegnano due manovre per guidare la barca in cambio di uno sconto sul “biglietto di viaggio”. Arrestarli non porta nessun danno a chi li ha istruiti. E nel completo caos libico sembra anche che non ci sia un’organizzazione criminale che domina sulle altre. Chi vuole mettersi sul mercato lo può fare, spendendo qualche decina di migliaia di euro per comprare una barca e creando i giusti contatti con i trafficanti che portano i migranti fino in Libia. Continua a leggere “Arrestare lo scafista non serve a niente”

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La rotta italiana

Lo sbarco degli albanesi in Puglia nel 1991
Lo sbarco degli albanesi in Puglia nel 1991

La Puglia è la probabile meta che cercheranno di raggiungere i profughi ammassati in Grecia. Invece di preparare l’accoglienza, l’Italia minimizza

Ve li ricordate gli albanesi? Cioè, ve li ricordate gli sbarchi di massa in Puglia che ci fecero gridare all’invasione degli slavi? Era il 1991 e adesso possiamo dire che gli albanesi non ci hanno invaso, anzi, si sono limitati a integrarsi nel nostro tessuto lavorativo e sociale. Ma oggi dall’Albania arriva un nuovo allarme esodo, quello dei profughi mediorientali e afgani che stanno cercando una nuova via per raggiungere il centro d’Europa.

La Macedonia ha di nuovo bloccato i confini, così come Austria, Slovenia, Croazia e Serbia. In Grecia ci sono già 40mila migranti bloccati in mezzo al niente, e il ritmo degli arrivi sulle sue isole orientali non diminuisce: 3mila persone al giorno. Il fiume dei profughi si ingrossa e da qualche parte dovrà pure sfociare. Una delle possibilità più concrete, visto che la Grecia si trova a uno sputo dall’Italia, è che passino dall’Albania per poi salpare per la Puglia. Continua a leggere “La rotta italiana”

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Peggio di così, la Siria

Rifugiati siriani al confine con la Turchia
Sfollati siriani al confine con la Turchia

I russi bombardano 80 volte al giorno da tre mesi. Fanno strage di civili e colpiscono l’Isis solo saltuariamente. L’Europa se ne lava le mani ma stanzia un miliardo di euro per i rifugiati: lo incasserà la Turchia per impedire che raggiungano le nostre coste

La “guerra contro i terroristi” sferrata dai russi in Siria in realtà non ha per obiettivo i terroristi.
Lo Stato Islamico, che si concentra nel nord est del Paese, è stato colpito solo marginalmente dai bombardamenti di Mosca, che invece si sono concentrati a nord e a sud di Damasco, in quelle aree considerate nevralgiche dal regime di Bashar al Assad, che grazie all’alleato russo è riuscito a riconquistare gran parte delle linee di collegamento fin quasi al confine con la Turchia. Continua a leggere “Peggio di così, la Siria”

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Perché i fatti di Colonia non c’entrano con l’islam. Ovvero Tutti femministi col culo degli altri

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Le violenze contro le donne registrate a Colonia hanno fatto gridare di nuovo al conflitto tra Occidente cristiano e mondo musulmano. Invece quello che è successo ha poco a che fare con la religione

In Germania nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio si è registrato un numero altissimo di assalti sessuali nei confronti delle donne. Le denunce di molestie si sono moltiplicate soprattutto a Colonia, città del sud cattolico tedesco, dove il numero di donne che si sono rivolte al tribunale è cresciuto giorno dopo giorno, fino a raggiungere quota 652. Non tutte sono denunce di violenza sessuale: secondo alcuni giornali il 40 per cento, secondo altri l’80. Due sarebbero i casi di stupro, mentre centinaia gli episodi di contatti fisici aggressivi, mani che toccano parti intime o che addirittura si infilano sotto i vestiti, gruppi di maschi che circondano donne e cercano di spogliarle. Da nessuna parte si riescono a trovare le statistiche relative ai Capodanni degli anni precedenti, e resta ancora poco chiaro il motivo di un’escalation graduale di denunce, che sono cresciute giorno dopo giorno parallelamente alle proteste contro i costi dell’accoglienza agli immigrati.

Ma diamo per assodato che il fenomeno sia davvero fuori da ogni scala. Sgombriamo il campo da possibili complotti securitari, anche se il governo tedesco sta parlando di aumentare i fondi per gli apparati di intelligence e sta assegnando nuovi agenti di sicurezza ai commissariati locali con lo scopo di prevenire nuovi episodi. Quello che va sottolineato è la diversità d’approccio tra la stampa tedesca e quella italiana. L’opinione pubblica di tutta la Germania ha messo sotto accusa un gruppo preciso di persone: i poliziotti. Sono loro che avrebbero dovuto pattugliare meglio le strade e le piazza delle maggiori città del Paese, inondate da gente mezza ubriaca e stipata come sardine di fronte ai concerti di capodanno. Sono loro che avrebbero dovuto prevedere la possibilità di episodi di questo genere e organizzarsi per difendere i cittadini più vulnerabili, ovvero le donne.

Invece in Italia di questo dibattito non si è nemmeno parlato. In Italia tanta gente ha gongolato contro l’odiata Frau Merkel pensando: L’hai voluti ospita’ tutti ‘sti rifugiati? E mo’ ti ci voglio. A questo sentimento comune ha dato voce anche Lucia Annunziata sull’Huffington Post.

La notte che ha inaugurato il 2016 nel paese che ha generosamente aperto le porte al maggior numero, circa un milione, di profughi dal Medioriente e da altre zone di guerra, è stata macchiata da quello che possiamo definire il primo episodio di scontro di civiltà, la prima sfida consapevole dei nuovi arrivati al nostro mondo. Un annuncio gravido di molte cose a venire. Tanto più grave perché qui non si tratta di Isis, qui non siamo di fronte a nessuna motivazione religiosa: anzi i giovani immigrati arrivati a migliaia di migliaia in Europa in questi mesi e generosamente accolti in Germania sono tecnicamente in fuga dalla guerra. 

Solo che questa nemesi della Germania che si ritrova a essere attaccata da gente che ha “generosamente” ospitato, immigrati arrivati negli ultimi mesi scappando da Isis, non esiste. Perché chi è stato a colpire le donne ancora non si sa – hanno già arrestato e rilasciato più di 20 persone – ma tutti i sospettati sono nordafricani – probabilmente algerini e marocchini – e non hanno niente a che fare con la straordinaria ondata di rifugiati giunti da Siria e Iraq in questi mesi. Continua a leggere “Perché i fatti di Colonia non c’entrano con l’islam. Ovvero Tutti femministi col culo degli altri”

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Le donne della settimana

1) Alexandra Messare

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La direttrice dei programmi in Grecia di Greenpeace ha inaugurato un’operazione salva profughi nel Mar Egeo insieme a Medici senza frontiere. L’organizzazione ambientalista si è dovuta esporre sul fronte umanitario perché le istituzioni europee stanno lasciando morire decine di migranti che tentano ancora di raggiungere la Grecia via mare dalla Turchia. Continua a leggere “Le donne della settimana”