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Non fermiamoci al burkini, vietiamo tutti i costumi contrari ai nostri valori

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Finalmente qualcuno che pensa al benessere dei bagnanti, costretti a veder sfilare sotto i propri occhi tutte le peggio oscenità del mondo e a sopportare la costante offesa dei propri valori e dei propri diritti, primo tra tutti quello a godersi in pace le meritate ferie. 

Via il burqini dunque, ma via anche il perizoma, che non è più esclusiva dei fisici da modella, ma imperversa addosso alle “peggiori ciccione”, offendendo il nostro senso estetico. Tutti questi sederi lasciati completamente all’aria, pieni di cellulite e di brufoli, a volte addirittura invasi da peluria pubica, sono assolutamente contrari ai valori edonistici che reggono la nostra società. Continua a leggere “Non fermiamoci al burkini, vietiamo tutti i costumi contrari ai nostri valori”

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Perché i fatti di Colonia non c’entrano con l’islam. Ovvero Tutti femministi col culo degli altri

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Le violenze contro le donne registrate a Colonia hanno fatto gridare di nuovo al conflitto tra Occidente cristiano e mondo musulmano. Invece quello che è successo ha poco a che fare con la religione

In Germania nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio si è registrato un numero altissimo di assalti sessuali nei confronti delle donne. Le denunce di molestie si sono moltiplicate soprattutto a Colonia, città del sud cattolico tedesco, dove il numero di donne che si sono rivolte al tribunale è cresciuto giorno dopo giorno, fino a raggiungere quota 652. Non tutte sono denunce di violenza sessuale: secondo alcuni giornali il 40 per cento, secondo altri l’80. Due sarebbero i casi di stupro, mentre centinaia gli episodi di contatti fisici aggressivi, mani che toccano parti intime o che addirittura si infilano sotto i vestiti, gruppi di maschi che circondano donne e cercano di spogliarle. Da nessuna parte si riescono a trovare le statistiche relative ai Capodanni degli anni precedenti, e resta ancora poco chiaro il motivo di un’escalation graduale di denunce, che sono cresciute giorno dopo giorno parallelamente alle proteste contro i costi dell’accoglienza agli immigrati.

Ma diamo per assodato che il fenomeno sia davvero fuori da ogni scala. Sgombriamo il campo da possibili complotti securitari, anche se il governo tedesco sta parlando di aumentare i fondi per gli apparati di intelligence e sta assegnando nuovi agenti di sicurezza ai commissariati locali con lo scopo di prevenire nuovi episodi. Quello che va sottolineato è la diversità d’approccio tra la stampa tedesca e quella italiana. L’opinione pubblica di tutta la Germania ha messo sotto accusa un gruppo preciso di persone: i poliziotti. Sono loro che avrebbero dovuto pattugliare meglio le strade e le piazza delle maggiori città del Paese, inondate da gente mezza ubriaca e stipata come sardine di fronte ai concerti di capodanno. Sono loro che avrebbero dovuto prevedere la possibilità di episodi di questo genere e organizzarsi per difendere i cittadini più vulnerabili, ovvero le donne.

Invece in Italia di questo dibattito non si è nemmeno parlato. In Italia tanta gente ha gongolato contro l’odiata Frau Merkel pensando: L’hai voluti ospita’ tutti ‘sti rifugiati? E mo’ ti ci voglio. A questo sentimento comune ha dato voce anche Lucia Annunziata sull’Huffington Post.

La notte che ha inaugurato il 2016 nel paese che ha generosamente aperto le porte al maggior numero, circa un milione, di profughi dal Medioriente e da altre zone di guerra, è stata macchiata da quello che possiamo definire il primo episodio di scontro di civiltà, la prima sfida consapevole dei nuovi arrivati al nostro mondo. Un annuncio gravido di molte cose a venire. Tanto più grave perché qui non si tratta di Isis, qui non siamo di fronte a nessuna motivazione religiosa: anzi i giovani immigrati arrivati a migliaia di migliaia in Europa in questi mesi e generosamente accolti in Germania sono tecnicamente in fuga dalla guerra. 

Solo che questa nemesi della Germania che si ritrova a essere attaccata da gente che ha “generosamente” ospitato, immigrati arrivati negli ultimi mesi scappando da Isis, non esiste. Perché chi è stato a colpire le donne ancora non si sa – hanno già arrestato e rilasciato più di 20 persone – ma tutti i sospettati sono nordafricani – probabilmente algerini e marocchini – e non hanno niente a che fare con la straordinaria ondata di rifugiati giunti da Siria e Iraq in questi mesi. Continua a leggere “Perché i fatti di Colonia non c’entrano con l’islam. Ovvero Tutti femministi col culo degli altri”

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La vera storia dei sunniti e degli sciiti

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L’ayatollah Khomeini

Con la rottura dei rapporti tra Arabia Saudita e l’Iran torna in auge la retorica dello scontro tra le due confessioni dell’Islam. È il momento di capire quali sono le differenze tra i due e chi alimenta questa contrapposizione

Sarà capitato anche a voi, di avere una domanda in testa. Di avercela da anni, ma non essere mai riusciti a risponderle veramente. La mia era: ma qual è la vera differenza tra sunniti e sciiti?

La storia che sanno tutti la sapevo anch’io, ok, tutta la faccenda della discendenza da Maometto, dei sunniti che riconoscevano come legittimo successore del profeta il suo migliore amico – nonché suocero – Abu Bakr e degli sciiti che invece avrebbero voluto che gli discendesse Ali, il genero. Ma poi? Possibile che una storia di 1400 anni fa continuasse a generare conflittualità tra i due gruppi senza che ci fossero sostanziali differenze tra i seguaci dell’uno e quelli dell’altro? Mi sembrava come se i cristiani si fossero divisi tra tifosi di diversi evangelisti, luchiti contro giovanniti, o marchiti contro matteiti.

Invece no, mi dicevano i miei amici islamisti (non nel senso dei fondamentalisti ma degli studiosi). C’è una conflittualità politica importante tra sunniti e sciiti che deriva anche dalla  loro storia e dal diverso modo in cui concepiscono l’aspetto religioso dell’esistenza. Eppure a me i due approcci sembravano uguali: il Profeta è Maometto e il Libro il Corano, vanno tutti in moschea e ascoltano gli imam, credono nei cinque pilastri dell’islam (fede nell’unico dio Allah, elemosina, pellegrinaggio, ramandam, obbligo di preghiera) e teoricamente non mangiano maiale né bevono alcool. Dal punto di vista politico, certo, c’era l’eterno scontro tra Iran e Arabia Saudita, i primi sciiti e i secondi sunniti. Ma mi sembrava che la differenza religiosa tra le due potenze non fosse altro che strumentale alla lotta per supremazia in Medio Oriente, e che faticasse a fare presa sulle popolazioni musulmane di altri Paesi.  Continua a leggere “La vera storia dei sunniti e degli sciiti”

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Chi c’era alla manifestazione dell’islam a Roma

Roma, piazza SS Apostoli, manifestazione contro il terrorismo
Roma, piazza SS Apostoli, manifestazione contro il terrorismo

Pochissimi manifestanti, tantissimi giornalisti. I musulmani si sono stufati di doversi giustificare. E le organizzazioni che si presentano in tv sono alla ricerca di un posto al sole

Io quella di Milano non l’ho vista, ma quella di Roma sì. Ed era più affollata la mia riunione di condominio. Soprattutto, di quelle 3-400 persone che c’erano in piazza SS Apostoli, la metà esatta era composta da giornalisti. Spediti da tutte le testate del Paese per dimostrare che non c’è nessun conflitto di civiltà in Italia, armati di telecamere e macchine fotografiche per immortalare il miglior volto di musulmano da inviare in diretta, possibilmente donne con il velo e uomini con la barba.

La maggior parte dei musulmani italiani è contraria al terrorismo, ma si è rotta le scatole di dover organizzare manifestazioni per dire una cosa così banale. Del resto, non è che i NON musulmani italiani vanno in piazza tutti i giorni a urlare contro le decapitazioni dell’Isis. LORO, invece, devono scontare la loro origine e la loro religione, per dimostrare a NOI che gli islamici non sono tutti uguali. NOI però, non dobbiamo scendere in piazza per manifestare solidarietà agli iracheni e ai libanesi quando Isis fa esplodere bombe a Baghdad e a Beirut. Anche i diritti umani sono a geografia variabile.

La manifestazione di ieri a Roma era organizzata da Khalid Chaouki, parlamentare Pd di origine marocchina, non dai “musulmani d’Italia”. Continua a leggere “Chi c’era alla manifestazione dell’islam a Roma”