Pubblicato in: migranti

Chiudere agli immigrati aiuta i terroristi

lainfo.es-7505-melilla

pubblicato su Huffington Post

Nell’ultima settimana le notizie sulle amministrative hanno distolto gli italiani dal problema dell’immigrazione, così come la Brexit ha assorbito tutta l’attenzione dell’Unione Europea. Ma migliaia di persone continuano ad arrivare nel nostro continente e sempre più politici sostengono che vadano chiuse le frontiere e alzati i muri. La Commissione europea sta cercando una mediazione tra accoglienza e respingimenti. Si parte dal modello turco: mettersi d’accordo con i paesi da cui salpano i migranti perché li contengano in cambio di “premi”. Nel lungo periodo l’Europa vorrebbe favorire lo sviluppo dei paesi del sud e i flussi di migranti legali, ma nel breve è interessata a bloccare il maggior numero di persone che vogliono arrivare qui. Il leader dei liberali e democratici Guy Verhofstadt fa notare che stiamo seguendo la strada sbagliata: “se si vogliono fare accordi con i paesi terzi duplicando quello con la Turchia, noi siamo contrari perché per i rifugiati quello non è un accordo, ma una tragedia in cui i rifugiati sono schiacciati tra l’Isis e il muro che costruisce la Turchia e quindi non può essere un modello”. E se le schiacciamo contro le organizzazioni terroristiche, le organizzazioni terroristiche se ne impossessano, rafforzandosi. Continua a leggere “Chiudere agli immigrati aiuta i terroristi”

Annunci
Pubblicato in: Uncategorized

Storia di Abdullah, rispedito a Kabul perché i Talebani non sono terroristi

2016-03-24-1458826517-4583463-9317DF449786485F9030DC552EEBF31B_w640_r1_s_cx0_cy3_cw0-thumb

Dalla Turchia gli afgani vengono rimpatriati senza se e senza ma. Perché solo i siriani possono essere usati come merce di scambio con l’Europa

Abdullah ha viaggiato per 4500 chilometri, e cioè dieci volte la distanza che c’è tra Roma e Milano, ma senza Frecciarossa. È salito su una jeep, poi è stato rinchiuso in qualche appartamento abbandonato, poi di nuovo in moto su un pick up schiacciato come una sardina. Insomma, ne ha fatte di ogni, come tutti i bravi migranti sanno, per raggiungere questa benedetta Europa. Partendo dal lontano Afghanistan è riuscito ad affacciarsi sul Mar Egeo. Ormai era fatta, stava per salire su una barca che l’avrebbe portato sulle isole greche. E invece Abdullah è stato preso dalla guardia costiera turca, portato in un centro di detenzione a Smirne, costretto con la forza ad apporre le impronte digitali su un documento in cui dichiarava che aveva accettato il ritorno volontario nella sua terra. Continua a leggere “Storia di Abdullah, rispedito a Kabul perché i Talebani non sono terroristi”

Pubblicato in: Uncategorized

La rotta italiana

Lo sbarco degli albanesi in Puglia nel 1991
Lo sbarco degli albanesi in Puglia nel 1991

La Puglia è la probabile meta che cercheranno di raggiungere i profughi ammassati in Grecia. Invece di preparare l’accoglienza, l’Italia minimizza

Ve li ricordate gli albanesi? Cioè, ve li ricordate gli sbarchi di massa in Puglia che ci fecero gridare all’invasione degli slavi? Era il 1991 e adesso possiamo dire che gli albanesi non ci hanno invaso, anzi, si sono limitati a integrarsi nel nostro tessuto lavorativo e sociale. Ma oggi dall’Albania arriva un nuovo allarme esodo, quello dei profughi mediorientali e afgani che stanno cercando una nuova via per raggiungere il centro d’Europa.

La Macedonia ha di nuovo bloccato i confini, così come Austria, Slovenia, Croazia e Serbia. In Grecia ci sono già 40mila migranti bloccati in mezzo al niente, e il ritmo degli arrivi sulle sue isole orientali non diminuisce: 3mila persone al giorno. Il fiume dei profughi si ingrossa e da qualche parte dovrà pure sfociare. Una delle possibilità più concrete, visto che la Grecia si trova a uno sputo dall’Italia, è che passino dall’Albania per poi salpare per la Puglia. Continua a leggere “La rotta italiana”

Pubblicato in: Uncategorized

Peggio di così, la Siria

Rifugiati siriani al confine con la Turchia
Sfollati siriani al confine con la Turchia

I russi bombardano 80 volte al giorno da tre mesi. Fanno strage di civili e colpiscono l’Isis solo saltuariamente. L’Europa se ne lava le mani ma stanzia un miliardo di euro per i rifugiati: lo incasserà la Turchia per impedire che raggiungano le nostre coste

La “guerra contro i terroristi” sferrata dai russi in Siria in realtà non ha per obiettivo i terroristi.
Lo Stato Islamico, che si concentra nel nord est del Paese, è stato colpito solo marginalmente dai bombardamenti di Mosca, che invece si sono concentrati a nord e a sud di Damasco, in quelle aree considerate nevralgiche dal regime di Bashar al Assad, che grazie all’alleato russo è riuscito a riconquistare gran parte delle linee di collegamento fin quasi al confine con la Turchia. Continua a leggere “Peggio di così, la Siria”

Pubblicato in: Uncategorized

Le donne della settimana

1) Alexandra Messare

209013_1004189377740_4047_n

La direttrice dei programmi in Grecia di Greenpeace ha inaugurato un’operazione salva profughi nel Mar Egeo insieme a Medici senza frontiere. L’organizzazione ambientalista si è dovuta esporre sul fronte umanitario perché le istituzioni europee stanno lasciando morire decine di migranti che tentano ancora di raggiungere la Grecia via mare dalla Turchia. Continua a leggere “Le donne della settimana”

Pubblicato in: Uncategorized

I migranti non esistono

mig2

Bono Vox all’Expo ha sostenuto che tutti i fuggitivi sono profughi. E non ha tutti i torti. La storia ci dice che la differenza tra richiedente asilo e semplice immigrato è stata creata ad hoc dagli americani

Non c’è solo Bono a dire che profughi e migranti sono la stessa cosa. La studiosa francese Karen Akoka su Délinquance, justice et autres questions de société spiega perché i due concetti siano stati differenziati e strumentalizzati dalle potenze uscite vittoriose dalla Seconda guerra mondiale. Anzi, da alcune potenze tra quelle vittoriose.

Con la Convenzione di Ginevra del 1949, infatti, la comunità internazionale ha definito il profugo come una  “vittima di persecuzione”, decidendo di circoscrivere il campo delle sciagure a quelle imposte dalla politica. Sono stati gli Occidentali a volerlo, perché avevano in mente un profugo ben preciso: il cittadino del Blocco sovietico, che fuggiva dal “giogo del comunismo”. Gli Stati socialisti avevano provato ad imporre un’altra definizione, che comprendesse le vittime di violenze economiche, ma erano in minoranza e non ci sono riusciti. Continua a leggere “I migranti non esistono”

Pubblicato in: Uncategorized

Aiutarli a casa loro/2: Nigeria

campi IDF Nigeria

La maggior parte dei profughi nigeriani non vivono in Europa, ma in Nigeria. A Maidoguri ci sono un milione e 600mila rifugiati interni, fuggiti dai raid di Boko Haram. Qualche consiglio per aiutarli

Il gruppo dei combattenti islamici nigeriani è così spietato che la stessa al Qaeda in passato aveva espresso perplessità sui metodi della sua filiale. Ora, però, Boko Haram è passato dalla parte dello Stato Islamico e non teme più critiche. Continua a leggere “Aiutarli a casa loro/2: Nigeria”