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Il trend dell’umiltà

Renato Accorinti, sindaco di Messina
Renato Accorinti, sindaco di Messina

Gli italiani non vogliono più sognare con i politici bling bling. I nuovi eroi sono i personaggi di spessore che non se la tirano

Mentre accompagno mio figlio all’asilo mi vengono sempre idee geniali che evaporano nello spazio del ritorno a casa. Troppo futile, troppo cervellotica, di nessun interesse generale. Le obiezioni che può fare il mio cervello alle proposte di articoli sono infinite, per lo più tarate su quelle degli editor di un quotidiano nazionale – quelli che ti rispondono – e vagliate da un alter ego ossessivo che boccia tutti gli slanci creativi “fuori tema”. Sarà perché al liceo quando ho dovuto scrivere una fiaba basandomi sulle regole di Propp mi sono inventata la storia di una principessa stuprata nel centro di una metropoli e mi sono beccata un quattro e mezzo.

Insomma questo per dire che il blog è mio e lo gestisco io e anche se questo post è fuori tema lo scrivo lo stesso, perché mi sono emancipata dal giudizio della professoressa Ciaffone, quella che mi corresse il tema sullo stupro.

Ho notato che da qualche anno nell’opinione pubblica si sta facendo strada una nuova tendenza, ipocrita come quelle che l’hanno preceduta, ma almeno più elegante. La tendenza dell’umiltà. Alle persone, quelle interpellate alla televisione, ma anche quelle che senti parlare sotto casa, piacciono i personaggi modesti, quelli che non si danno le arie, che se la sbrigano con pochi mezzi e che soprattutto non fanno pesare il loro successo a quelli che non ce l’hanno. Tutto il contrario del ventennio berlusconiano dunque, in cui andavano di moda gli anni Ottanta e la venerazione dello show-off, il mostrare senza ritegno, o come si dice a Roma lo “scoattare”. Continua a leggere “Il trend dell’umiltà”

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Quell’irrefrenabile bisogno di tifare per i buoni

I tifosi del calcio disegno da colorare gratis

giornalisti lo sanno. È difficile affrontare una notizia in modo totalmente obiettivo. Lo è perché ci si fa coinvolgere, si ha un’opinione personale, perché è impossibile adottare una completa neutralità. Ma soprattutto, perché i lettori se lo aspettano

I cittadini vogliono capire chi è il buono e chi è il cattivo, in modo da sapere per chi tifare. Nella vita di tutti i giorni si affrontano questioni complesse, tutti hanno torto e tutti ragione, bisogna trovare dei compromessi e accettare di relazionarsi anche con i difetti dell’altro. Quando lo sguardo si sposta e va lontano, c’è bisogno di trovare qualcosa di rassicurante, un mondo dove il bianco è chiaramente diviso dal nero e dove col nero ci si può incazzare senza riserve.

Ecco perché si scatenano le tifoserie. Nella questione ucraina, ad esempio, è impossibile scrivere di “negoziati”, “posizioni divergenti”, milizie “filorusse” e “antirusse”. Continua a leggere “Quell’irrefrenabile bisogno di tifare per i buoni”

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Ti bombardo o no?

A  French air force Tornado GR4A aircraft conducts a combat patrol over Afghanistan Dec. 11, 2008. (U.S. Air Force photo by Staff Sgt. Aaron Allmon/Released)

Una notizia che non è una notizia mette Renzi in una posizione veramente scomoda. Sulla pelle, come d’abitudine, dei civili iracheni.

Il Corriere dice di sì, La Stampa forse, la Repubblica manco prende in considerazione l’ipotesi. L’Italia bombarderà l’Iraq? Secondo quello che aveva detto Renzi – raccogliendo la mia imprescindibile stima – no. Non serve tirare bombe sull’Isis, aveva chiarito, se non abbiamo una strategia politica. Invece oggi il Corriere se ne esce con un titolone: L’Italia attacca lo Stato Islamico in Iraq, la Difesa prende tempo ma in sostanza ha deciso che il bombardamento s’ha da fare. A Repubblica fanno gli gnorri, mai mettere in difficoltà il premier, ci mancherebbe. La Stampa spiega meglio di tutti: sono circolate notizie che potrebbero avere qualche attinenza con la realtà, ma per ora è inutile usare l’indicativo presente. L’Italia “potrebbe bombardare”, se il governo accetterà l’invito degli americani e se il Parlamento approverà l’eventuale proposta dell’esecutivo.  Continua a leggere “Ti bombardo o no?”

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Non gli davamo una lira, invece Renzi ci capisce di esteri

U.S. President Barack Obama and Italian Prime Minister Matteo Renzi arrive for a news conference following their meeting at Villa Madama in Rome March 27, 2014. Obama met with Pope Francis at the Vatican earlier in the day. REUTERS/Kevin Lamarque (ITALY - Tags: POLITICS)

Libia, Siria e immigrazione. Il premier ha una sua visione delle relazioni internazionali. Pur con qualche incongruenza, fa meglio di quel che si attendeva

Da Rignano sull’Arno con furore. Quando è diventato primo ministro, Matteo Renzi non sembrava un grande esperto di politica estera, anzi si sarebbe detto privo degli strumenti più elementari per giudicare gli eventi internazionali, concentrato com’era sulla trasformazione dell’Italia in una grande azienda ad alta efficienza. Invece, nonostante tutto, non se la sta cavando male. Continua a leggere “Non gli davamo una lira, invece Renzi ci capisce di esteri”